"Segrete"
di Simone Cerlini
[ISBN
978-88-7418-721-8
Pagg. 159 - Prezzo €
12,00]

Le prime pagine
Il campo si
raggiunge in
bicicletta.
Al posto di blocco
Nicola saluta i
carabinieri. Hanno
le mitragliette. Gli
sorridono. Ormai è
tanto che lo vedono
passare. Di là dalla
via Emilia non ci
sono macchine. La
sacca ha due manici
e feriscono la
spalla.
Il passaggio a
livello è alzato.
Saluta il
casellante. E’ il
papà di un compagno
di scuola. Verso la
cascina la strada
segue il fiume,
nascosto dagli
alberi. Ci vogliono
dieci minuti di
pedalata lenta. Dopo
il casello la fila
di alberi si
allontana dalla
strada. Non c’è
ombra. Il sole si è
fatto caldo e la
maglia si appiccica
alla pelle.
Nicola cambia spalla
alla sacca. Ha una
profonda riga di
sudore sulla
schiena. I campi
verso la bassa sono
sterminati. Si vede
solo il campanile
della chiesa.
E l’orizzonte.
Al campo c’è
silenzio. Una
vecchia passeggia
sul sagrato. I
grandi si allenano
più tardi. Oggi non
è giorno per i bocia.
Lo spogliatoio è
umido e freddo.
Dario dice: “Non ti
cambi?”. Nicola si
cambia e Dario lo
guarda. Gli passa
una rivista porno e
gli dice di
aspettare, che lui
va in ufficio. Molte
foto sono in bianco
e nero. Non è delle
migliori, altre
volte erano tutte a
colori. Legge una
storia. Un uomo
parla ad una nuova
segretaria del
lavoro. Dice che
bisogna fare tante
cose. C’è un’altra
donna e fa degli
esempi. La nuova
segretaria dice che
non credeva fosse
questo il lavoro ma
voleva provare.
Dario lo chiama
nell’ufficio. E’ una
porta oltre gli
spogliatoi. Ci era
già entrato la volta
che Dario gli aveva
dato il tesserino.
Dario è il loro
allenatore. C’è un
lettino e serve per
i massaggi, per i
grandi. Gli dice che
nel calcio serve il
fisico. Nicola è
diventato alto e
grande in fretta.
Dario sceglie solo i
migliori. Solo i
migliori passano
alla squadra dei più
forti. E alla loro
età serve solo il
fisico.
Sdràiati. Lo
palpeggia. Senti
come sei tonico?
Senti le tue gambe
come sono muscolose?
Lo tocca
sull’uccello mentre
parla. Adesso che
l’uomo ha fatto il
favore, Nicola lo
dovrebbe restituire.
Sapeva cos’era. Lo
aveva visto sulle
riviste. Aveva otto
anni quel giorno, e
sedici l’ultimo.
Poi ha smesso per
sempre di giocare a
pallone.
Chissà, senza quel
pomeriggio.
Chissà.
Sarebbe diventato un
campione.